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Composer, Producer, Filmaker
VALERIO MURAT
   
Condivido l’imbarazzo degli artisti che rifiutarono i ritratti di Nadar.
Essi colsero nell’obiettivo fotografico l’osservatore indiscreto della loro anima e ne rimasero sconvolti.
Declino abitualmente ogni invito all’autoanalisi.
Dovrei confessare, con il poeta Torquato Tasso, la mia "soverchia maninconia" quale disagio collaterale del “furor” creativo.
Dovrei ammettere timori e sconfitte indicibili. E inoltre rivelare di aver giocato troppo spesso con il fuoco, che le mie opere più accettabili altro non erano che carta pesta, e le mie forme apparse più lucenti soltanto vetro dozzinale.
Non amo parlarne, né credo sia utile a nessuno.
Siamo nati per "seguir virtute e conoscenza", non per questo obbligati a raccontare di quei percorsi le trame tortuose e le miserie.
Preferisco allora formulare idee e aspirazioni. Che esprimo, quasi a programma, nella rapida forma che più mi è congeniale:
percepire nel dettaglio le rarefatte vibrazioni del suono e della voce;
ascoltare le atmosfere dilatate del sogno, dove corpi e pensieri aleggiano con eguale leggerezza;
osservare i vapori del respiro e le cangianti lingue della fiamma;
distillare, dal magma interiore, le leggi della forma e le tenaci raffigurazioni della mente.
Non curo l’intelletto, al quale tuttavia offro mète e audacia, volendo fortemente ricongiungere in un solo arco la luce incontenibile del cielo e i caldi profumi della terra.